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Prestiti per Autonomi, i Finanziamenti per il Lavoratore Autonomo

    Prestiti per Autonomi

    Riuscire ad ottenere un prestito personale per un lavoratore autonomo non è mai stato un’impresa molto semplice, soprattutto in questo periodo così incerto per molti dal punto di vista lavorativo.

    I lavoratori autonomi infatti, a differenza di chi possiede una busta paga fissa e mensile, non hanno la possibilità di offrire una garanzia reddituale stabile ed è proprio questo che li penalizza nel momento in cui hanno necessità di richiedere un prestito per qualsiasi finalità: per l’acquisto di un elettrodomestico, di un’auto, per finanziare un matrimonio o per realizzare un sogno nel cassetto.

     

    Chi Sono i Lavoratori Autonomi

    Per lavoratori autonomi si intende tutti coloro che, come già anticipato non hanno una busta paga poiché lavorano in proprio e possiedono la Partita Iva (vedi anche finanziamento con Partita Iva).

    Parliamo per esempio liberi professionisti come avvocati o dottori, artigiani che realizzano tutto con le loro mani, commercianti che lavorano in negozio, ditte individuali ma anche persone che lavorano per società San o Snc.

     

    I Lavoratori Autonomi Possono Richiedere un Prestito?

    Anche se non sarà semplice richiedere un prestito personale, la risposta è assolutamente sì. Vediamo allora insieme come fare per riuscire ad ottenere una somma di denaro per i lavoratori autonomi.

    Sono tante le banche che accettano richieste di finanziamento da parte dei lavoratori autonomi ma è indispensabile per loro avere delle garanzie solide su cui basarsi prima di erogare del denaro.

     

    Garanzie Aggiuntive Richieste

    Per questa categoria di lavoratori una prima garanzia può essere fornita tramite la presentazione del CUD che andrà a dimostrare il reddito degli anni precedenti. Se questo non dovesse però bastare, vi è la possibilità di fornire delle garanzie aggiuntive.

    La più utilizzata è senza dubbio il garante, ovvero una persona fidata che andrà ad apporre una seconda firma al momento della richiesta del prestito. Con questa firma, il garante si assume la responsabilità di provvedere al pagamento di una o più rate, qualora il principale richiedente non provveda al regolare rimborso. Tale persona potrà essere perseguibile legalmente esattamente come il titolare del prestito qualora non venga rimborsato il finanziamento, si tratta quindi di una grande responsabilità da non sottovalutare.

    Una seconda possibilità è l’ipoteca immobiliare. Qualora il lavoratore autonomo sia in possesso di un bene immobile potrebbe utilizzarlo come garanzia del prestito sulla quale la banca possa avvalersi in caso di mancato pagamento, richiedendone il pignoramento.

    Anche i prestiti cambializzati possono essere una soluzione alternativa, ma si tratta di un’ipotesi lasciata proprio come ultima spiaggia visto l’alto rischio.

     

    Lavoratori Autonomi Protestati o Segnalati al Crif

    Riuscire ad ottenere un prestito personale per i lavoratori autonomi, come abbiamo visto è molto difficoltoso ma la soluzione si complica ulteriormente per tutti coloro che risultano iscritti nel registro del Crif (vedi prestiti a segnalati in Crif) o risultino protestati per precedenti prestiti non rimborsati regolarmente.

    In questo caso, la società finanziaria avrà delle grandi difficoltà nel riuscire ad accettare la richiesta di prestito. Il lavoratore dipendente potrà affidarsi alla cessione del quinto ma per i lavoratori autonomi questa soluzione non è contemplata.

    Il consiglio è quindi quello di provare comunque ad affidarsi alle soluzioni già citate precedentemente.

     

    Fondo di Garanzia Statale

    Infine vi ricordiamo che lo Stato Italiano mette a disposizione un fondo di garanzia per autonomi ed aziende PMI che permetterà di aiutare queste garanzie per l’apertura o il consolidamento di un’attività. In questo modo le banche, abbattono il rischio di insolvenza, erogando più facilmente il credito richiesto.